Con tutto il rispetto, nemmeno Dio ha avuto un martedì così impegnativo:
Alle 8.30 mia madre esce di casa con la macchina, che aveva poca benzina. Alle 9.00 mi chiama e mi dice che è rimasta, incazzata che l’avevo lasciata con poca benzina e la macchina sta parcheggiata in un punto e che io dovevo andare a metterle benzina mentre lei era a casa a una cristiana.
Vado a mettere benzina, c’è voluta la mano di Dio per trovare una bottiglia asciutta, (dovevo anche prendere Luca da casa in tutto questo) trovo la bottiglia, vado in scooter al benzinaio metto 1 euro, vado alla macchina, che stava parcheggiata abbastanza inclinata sul lato destro.
L’imbocco del serbatoio praticamente in orizzontale, allora prendo un appendi-abiti in metallo che stava in macchina, lo torco finchè non prende una forma sottile, lo infilo nel serbatoio per mantenere aperto il tappo a molla.

La foto è stata scattata subito dopo aver inserito appena un litro nel serbatoio...
Prendo l’imbuto che non arrivava per un paio di centimetri all’entrata del serbatoio, e inoltre era troppo inclinato per non far fuoriuscire la benzina. Lo deformo plasticamente fino a fargli avere una geometria sufficiente ad accogliere il carburante, che ho versato praticamente “goccia-a-goccia”.
Chiamo mia madre. Risponde mia sorella. Il cellulare di mia madre era a casa con mia sorella. Dico a mia sorella di chiamare mia madre e di farla venire. Ci vuole un quarto d’ora perchè tutto questo avvenga.
Arriva mia madre, le metto in moto io la macchina in quanto per un problema alla pompa della benzina, se si è in riserva, anche di poco, quando la macchina è leggermente inclinata a destra, la suddetta pompa non riesce a tirare il
carburante e mandarlo agli iniettori. Faccio allora partire la macchina a botta di calci sulla frizione (e quindi sul motorino elettrico di avviamento, che ora mi sta ancora bestemmiando i morti in codice binario) e porto la macchina a fare benzina.
Un traffico assurdo in paese causato da corriere, mercato e stupide donne alla guida, mi ha fatto perdere un ulteriore quarto d’ora.
Le riporto la macchina, salgo in scooter con luca e vengo all’università.
All’una e mezzo riunione responsabili. Alle cinque lezione di matematica al ragazzo. Se sopravviverò, vi faro sapere…
Ad Maiora… (mai sia!)